November 2011
Ma possiamo ricucire la pelle, riparare il danno, alleviare il dolore.
Quando la vita va a pezzi, quando noi andiamo in pezzi, non c’è una scienza, non ci sono regole scritte, possiamo solo camminare a tentoni.” —Grey’s Anatomy 5x3 (via sallydoesnmind)
-Non ci ho mai pensato.
-Io si.
-E ha trovato una risposta?
-Credo che sia una cosa che ha a che vedere con l’aspettare. Se è in grado di aspettarti, ti ama.” —Alessandro Baricco. (via unarospacondueesse)
Giulia Carcasi
(via eternoritorno)
poeta, romanziere e drammaturgo francese. (via 10lustri)
L’unico problema è che ogni fiore che torna a vivere, non cresce mai uguale al precedente e io, che sono così sentimentale, così malinconica, mi penserò per tutta la vita, mi mancherò per tutta la vita. Sopravvivere vuol dire cambiare, perché se resti uguale muori.” —Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.
(via unarospacondueesse)
(via unarospacondueesse)
Ci si innamora da vicino ma non troppo, ci si innamora da un angolo un poco in disparte, in una stanza presso una tavolata, seduto in un giardino dove gli altri ballano” —Erri De Luca (via unarospacondueesse)
Io poi non lo so, ma credo che tutti dovrebbero avere diritto a due occhi che li guardano, due mani che li stringano, e due braccia pronte a prenderli. In ogni momento.
-Sono Mara May.
-Mara May! - grido io.
-Mara May - grida Galles.
Mara May, la regina del porno muto, la prima, l’unica! Come non riconoscerla?
-Ho visto tutti i suoi film quando avevo otto anni - dico commosso - ricordo ancora “Rotaie bagnate”. E la scena della maionese in “Adelchi”. E l’orgia sotto il tavolo in “Barboncini roventi”.
-Ero una gran bella ragazza - dice Mara May, e scoppia in lacrime multicolori.
-Lei era la migliore di tutte - dice Galles emozionato - una volta le ho anche scritto una lettera di cosatifarei.
-Ne ricevevo più di mille alla settimana - dice Mara May tra i rivoli.
-Su non pianga - dico io - tutti abbiamo il nostro momento d’oro. E dopo, è bello ricordarlo. Se fosse sempre il nostro momento d’oro non ce ne accorgeremmo neanche…
-Quand’è stato il tuo momento d’oro? - mi chiede Mara. Ci penso un po’ su e poi rispondo: - Una volta ho vinto un pesce rosso al Luna Park. Segue un rispettoso silenzio.
Galles, vedendoci malinconici, ci offre due fernet alla banana.
-Mi tolga una curiosità - dico - si ricorda quando in “La campeggiatrice” lei entra nella tenda dei boy-scout?
-Come no. C’era Volpe come regista. Nessuno sapeva riprendere il sudore come lui.Grande film.
-L’ho visto tre volte. Se ricordo bene in quella scena lei aveva, scusi il linguaggio, un boy-scout che la inzaboriava da dietro, uno che la trifolava nel modo legale, e intanto lei con la mano frullava i peperoncini ai due boy-scout giovani e simultaneamente gonfiava la gomma al capo boy-scout.
-Esatto - dice Mara May illuminandosi.
- Però mi ricordo che c’era un sesto boy-scout che godeva più di tutti, di fianco al capo boy-scout. Che cosa, e con che cosa gli stava facendo?
-Quello era mio marito - disse Mara May.
-Marito?
-Sì, Alberto. Era geloso, geloso pazzo. Quando mi sposò sapeva che facevo l’attrice, ma non immaginava il genere. Quando lo seppe ci rimase male: era un uomo all’antica. Era geloso così, senza un motivo preciso. Cominciò a seguirmi sul set. Non tollerava che qualcuno mi baciasse. Infatti per i baci usavo sempre la controfigura. In quella scena, mi
ricordo bene, era geloso di tre boy-scout. Volle restare sul set a controllare, e allora lo vestimmo da boy-scout e gli dicemmo che doveva fingere di godere.
-E fingeva?
-Oh, certo che fingeva. Era un tipo così semplice, Alberto, non sapeva cosa fosse la parola perversione. Trascurava il lavoro per stare al mio fianco. Ricordate in quel film l’orgia con i tre cuochi nel ristorante vegetariano? Beh, ne avevamo girata la metà quando uno dei due
cuochi si bloccò perché aveva mangiato troppa soia di scena. Forse lo sapete, è un problema idraulico: il sangue se va lì non va là. Ebbene, il cuoco fu in grado di riprendere a recitare solo verso mezzanotte, io ero stanca morta e c’erano da girare ancora i primi piani, non primi piani di facce, naturalmente. Allora, sapete cosa fece Alberto? Si sacrificò
e mi fece da controfigura! Mi sostituì nei primi piani col cuoco!
-Doveva proprio essere innamorato - dissi io.
-Sì, poveretto.” —(Stefano Benni, Baol)
è un rivoluzionario il cuore. fa quello che vuole lui. non accetta sconfitte e combatte per quella stupida causa persa che è l’amore. ancora ci crede lui, che vincerà… mica lo sa che è rimasto da solo.
Te amo sin saber cómo, ni cuándo, ni de dónde,
te amo directamente sin problemas ni orgullo:
así te amo porque no sé amar de otra manera,
sino así de este modo en que no soy ni eres,
tan cerca que tu mano sobre mi pecho es mía,
tan cerca que se cierran tus ojos con mi sueño.
(Neruda)
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
signori bambini, daniel pennac
(via leciliegieparlano)
Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava.
Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.” —Marcela Serrano (via io-punto)
“Non si tratta più di NON ACCONTENTARSI
ma di ABBANDONARSI al gioco della vita”
Poi e’ troppo tardi: non puoi passarti il tosaerba sul cuore per sradicare la tenerezza.” —Una testa selvatica - Marie-Sabine Roger (via lagrandemadre)
I primi hanno un traguardo sicuro e vanno, seppur con qualche comprensibile esitazione, dritti per il loro percorso.
I viandanti invece perdono quasi subito la strada maestra, non hanno ben chiaro l’obiettivo del loro movimento, per curiosità o timore, imboccano altre vie, passano per itinerari e paesi lontani, spesso tornano sui propri passi.” —
Vado a vedere se di la’ e’ meglio - F.M. Cataluccio
(via lagrandemadre)